Perché non possiamo non dirci renziani

Di Matteo Renzi si può dire -e si dice- un po’ di tutto e del contrario di tutto. Ma due cose sono fuori discussione. La prima è che è giovane, e su questo non ci piove. La seconda è che è furbo, e su questo non ci piove e non ci tira neanche vento.
E se l’esser giovani non rappresenta un merito, essendo la giovinezza una stagione della vita che tocca a chi non muore prima, l’esser furbo è un’arte che ha bisogno d’esser coltivata, e alla quale occorre dedicarsi con lo stesso impegno quotidiano che mette un pianista nel perfezionare la propria tecnica fino a quando le dita non si muovono da sole ora sfiorando appena ora martellando con vigore il tasto giusto nel momento giusto e ad occhi chiusi.
Furbi non si nasce, si diventa. E lo si diventa non solo per educazione e per formazione ma anche, e soprattutto, per scelta. L’arte della furbizia è composita. Come il genio descritto mirabilmente dal Perozzi in Amici miei, la furbizia è un insieme di fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione: quattro strumenti che, come in un quartetto d’archi ben affiatato devono essere ben accordati e agire in perfetta sinergia.
E nessuno può negare che Renzi sia un maestro in quest’arte. Un’arte che Prezzolini nel 1921 descrisse in modo straordinario nel suo Codice della vita italiana.
Prezzolini allora distinse gli italiani in due categorie: furbi e fessi.

Ho scritto sopra che furbi non si nasce, si diventa. Una verità che tuttavia, nell’Italia degli ultimi cinquant’anni, come tante altre verità ritenute incrollabili, è stata, almeno in parte, smentita dall’evoluzione dei tempi moderni.
In quasi cent’anni infatti gli italiani si sono evoluti parecchio e nelle nuove generazioni i fessi si son fatti via via, e in numero sempre maggiore, più furbi.
E così, a partire dagli anni sessanta del secolo scorso (quelli del boom economico), hanno cominciato a trasmettere per via genetica il talento naturale della furbizia alla progenie.

In pratica, quando Renzi nacque, di fessi non ce n’era già rimasto neanche uno.
Renzi è dunque nato furbo nell’Italia dei furbi, di quelli che hanno capito già in fasce come gira il mondo.
Solo che c’è un problema. Se son tutti furbi, gli Italiani, come fanno per trovare i fessi? E già, perché senza i fessi i furbi non campano mica. Il furbo in mezzo ai furbi non è più un furbo, è un normale. A questo punto sarebbe la fine per l’Italia di Prezzolini. E invece no. La natura, in questo caso come la Divina Provvidenza, interviene e crea nuove categorie, varianti soprendenti che riequilibrano il sistema: dall’incrocio fra furbi e furbe, ogni tanto, nasce un furbo speciale, nel quale qualche traccia del fesso riemerge da qualche parte del suo DNA. E si ricomincia. Solo che quella traccia di fesseria, nel furbo fuori serie si rivela un’arma che lo rende paradossalmente più furbo dei furbi purosangue.

Perché al contrario dei furbi purosangue, il furbo con tracce di fesseria ha un asso nella manica che spiazza tutti: l’imprevedibilità, retaggio di quella fesseria che si porta con sé.

Abilissimo -perché geneticamente furbo e furbissimo per l’impegno messo a coltivare il talento naturale- nel vender frigoriferi agli eschimesi il furbissimo-fesso non riesce a far bene i suoi conti a causa della fesseria e sbaglia tutto, si, ma a quel punto prevale la furbizie assitita dall’imprevedibilità e -quando forte d’uno scilinguagnolo possente e d’una buona dose di faccia tosta- riesce a convincere i furbi puri che la notte è giorno e il giorno è notte, che le primarie la sera sono la cosa più bella del mondo e la mattina dopo diventano uno schifo totale, che province e senato vanno aboliti di lunedì e mantenuti in vita (potati magari d’un bel po’ d’inutile democrazia) il martedì dopo. E via e via e via…
Ecco il segreto che ha reso Renzi imbattibile e che ha fatto del renzismo la nouvelle vague che ha rivoluzionato il Codice della vita italiana di Prezzolini.
Per ora. Domani si vedrà. Oggi Renzi incarna lo spirito più genuino degli italiani, un popolo di furbi che, senza fessi a disposizione, stavano cadendo in una profonda, disperante depressione. Renzi, esaltando la nuova figura del furbismo potenziato da residui genetici di fessismo, ha dato uno scossone alla vita degli italiani e li ha riportati a credere, con rinnovata fede, nell’unica vera religione in cui han sempre creduto: la furberia.
Ecco perché non possiamo non dirci renziani.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...