Tunisini state sereni…

Tunisini state sereni…
Ovvero come Essebsi tirerà fuori dai guai i compagni di merenda di Ben Ali.
Tunisi, 2 Luglio 2015

Ridha Belhaj, capo di gabinetto del presidente Essebsi, sta lavorando per porre fine alle azioni legali contro gli uomini d’affari del vecchio clan di Ben Ali in nome della riconciliazione nazionale, della ripresa economica e dell’alleanza tra il partito di governo Nidaa Tounes con i nostalgici del regime di Zine el Abidine Ben Ali.

Per Essebsi è una vera e propria priorità, al punto tale che questo “perdono” potrebbe estendersi fino alla restituzione di alcuni beni confiscati. Essebsi conta sul tribunale amministrativo della Tunisia, che ha deciso questa estate di annullare definitivamente il decreto n 2011-13, che ha stabilito tutte le confische del 2011.
Il decreto è stato dichiarato nullo il 9 giugno, ma il ministero che si occupa dei beni dello Stato ha presentato ricorso. Ricorso che, tuttavia, è stato presentato per la forma. Sembra altamente improbabile che il presidente del tribunale amministrativo Faouzi Ben Hamed sconfessi la sentenza del 9 giugno, firmata dal magistrato Naima Ben Akla, moglie dello stesso Belhaj capo di gabinetto di Essebsi.
Faouzi Ben Hamed ha il sostegno del governo: il suo mandato come capo del tribunale amministrativo è stato rinnovato da un decreto emanato dal primo ministro Habib Essid il 27 marzo ed è stato pubblicato lo stesso giorno sulla Gazzetta Ufficiale, cosa decisamente insolita.

Pare che un piano B sia stato predisposto nel caso in cui il tribunale amministrativo dovesse avere un improvviso ripensamento.
Un progetto di legge è già predisposto per modificare i poteri della Commissione di confisca e per introdurre il concetto di “conciliazione”, che consentirebbe di restituire beni sequestrati alla banda Ben Alì-Trabelsi & compagnia.
In cambio, gli interessati si impegnerebbero a ritirare le loro azioni legali contro lo Stato.
Le holding che attualmente gestiscono le aziende confiscate, Al Karama e CDC Developpement, non avrebbero alcuna voce in capitolo. Sono , infatti, attualmente sotto l’autorità della Caisse des Depots et Consignations (CDC), equivalente alla nostra Cassa Depositi e Prestiti,  il cui capo sembra essere il fratello di Belhaj, Jamel Belhaj.
Il prossimo a trarre profitto dalla “clemenza del presidente” dovrebbe essere Slim Chiboub.
Genero dell’ex presidente che è stato dietro le sbarre da quando è tornato volontariamente a Tunisi alla fine dell’anno scorso, Chiboub potrebbe essere rilasciato sulla parola per la fine del Ramadan, secondo alcune fonti. Anche un’altra famiglia strettamente legato a Ben Ali, i Materi, potrebbe presto avere buone notizie in tal senso.
Resta da vedere se di queste misure potranno beneficiare anche i compari della ex-“first lady “ Leila Trabelsi.
In questa “transizione democratica” sembra che tutto sia possibile.
Soprattutto il ritorno alla dittatura e il riconoscimento ufficiale della corruzione come pilastro istituzionale di un paese che vuol piacere per forza ai suoi ex colonizzatori.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...