Est modus…

comitessmall

Est modus in rebus, sunt certi denique fines quos ultra citraque nequit consistere rectum.
(Hor, Sat. 1, vv. 106-107)

Leggo in un post di una pagina di Facebook il riferimento al fatto che in Tunisia nel 2010 qualcuno organizzava convegni su AIRE, cittadinanza, previdenza e identità culturale.

manifestoAll’epoca non ero (come non lo sono adesso) destinatario di questi inviti poiché, avendo scelto nel 2005 di sostenere l’impegno di quei cittadini che nel Movimento 18 Ottobre, con uno scipero della fame, decisero coraggiosamente di contestare a un dittatore già in preda a quel delirio di onnipotenza che di lì a poco avrebbe scatenato una memorabile, storica, insurrezione popolare culminata con la sua fuga precipitosa in Arabia Saudita, il diritto di celebrare la Giornata Mondiale dell’Informazione in un Paese nel quale venivano censurate sul web le informazioni provenienti da Amnesty International, Reporter senza frontiere , Youtube etc., realizzai con il compianto fraterno amico Neji Nahgmouchi i documentari dedicati a questa protesta che venivano inviati con espedienti i fortuna all’estero per far conoscere quale fosse la reale situazione in Tunisia. Pubblicai anche un articolo dal titolo “Il Ramadan, l’orata, l’altro digiuno e la nostalgia di Allah” su un quotidiano online grazie al quale i radicali italiani si unirono in solidarietà ai manifestanti tunisini per sostenerli in questa loro inziativa.
Nello stesso momento non mancava, a Tunisi, chi esaltava, con lodi sperticate, i meriti democratici di quello stesso dittatore impazzito.
Nel prendere atto che chi parlava di AIRE etc. in quegli anni, durante i quali il numero degli iscritti all’AIRE veniva artatamente tenuto sotto i 3.000 per evitare il fastidio dei COMITES, oggi torna a parlarne con il piglio autoritario tipico di chi è avvezzo a farne uso tutte le volte che si parla di questi argomenti, rivendicando a se stesso il merito di essere stato, all’epoca, protagonista di convegni autorizzati dalla benevolenza di un dittatore folle, mi permetto di rivendicare a me stesso e a quanti hanno sostenuto insieme con me, cittadini italiani e tunisini, l’impegno di chi ha combattuto quella dittatura, e con con tutta l’indignazione possibile, il diritto di dire “NO” a qualsiasi tentativo improvvisato di scoprirsi paladini di un diritto -quello di rappresentare gli interessi reali dei cittadini italiani residenti all’estero- e di contestarlo a quanti, dopo aver pacificamente e tranquillamente convissuto con una dittatura fino a ieri, oggi si sentono in grado di proporsi come i soli autorevoli tutori delle libertà democratiche.
Credo che dovrebbe esserci un limite a tutto.

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Un pensiero su “Est modus…

  1. Caro Giacomo,hai confermato la teoria dello sventolio delle bandiere(in questo caso direi stracci) che ad ogni alito di vento si mostrano attive. La promotrice di questa iniziativa é stata per sua volontà sempre lontana dai veri problemi della nostra collettività e questi “salotti” erano orgnizzati solo e soltanto per darsi una veste democratica ma fine a se stessa.

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