Riccardo Migliori (…)

20140220_155825smallRiccardo Migliori in visita all’Assemblea Nazionale Costituente tunisina.
di Giacomo Fiaschi

Tunisi, 22 Febbraio 2014

Fu all’inizio del mese di settembre del 2011 quando, per la prima volta, incontrai Riccardo Migliori, allora capo della delegazione presso il Parlamento Italiano dell’Assemblea Parlamentare OSCE, nell’ufficio di Hamadi Jebali, all’epoca segretario del partito Nahdha, al quale avevo di recente organizzato una visita in Italia, presso il Meeting di Rimini, dove lo accompagnai nei diversi incontri che ebbe con lo stato maggiore della politica italiana dell’epoca, dall’allora ministro degli esteri Frattini, al ministro degli interni Maroni al segretario del Pd Bersani, al ministro dell’economia Tremonti, al presidente della regione Lombardia Formigoni, ai parlamentari  Mario Mauro, Gianni Pittella e Maurizio Lupi. Tutto in trentasei ore di una maratona che aprì le porte italiane del dialogo con il partito che avrebbe ottenuto una maggioranza schiacciante alle elezioni del 23 ottobre 2011 ed espresso quel governo che, con a capo lo stesso Hamadi Jebali prima e Alì Larayedh poi, avrebbe assicurato al paese quella transizione democratica nella quale nessuno, salvo rare eccezioni, pareva voler credere.
Uno dei pochi politici che presero le distanze da questo generale scetticismo fu proprio Riccardo Migliori al quale l’Assemblea Parlamentare dell’OSCE affidò l’incarico di organizzare e guidare i trenta parlamentari, provenienti da diverse parti del mondo, per l’osservazione e la certificazione della regolarità delle operazioni di voto per le elezioni del 23 ottobre.

Si può, dunque, affermare che Riccardo Migliori conosce, più di qualsiasi altro osservatore esterno, questa Assemblea Costituente sin dal suo nascere, anzi dal suo stesso concepimento. Ed ha continuato a seguire il percorso di questa transizione verso la democrazia anche all’indomani della sua elezione (per acclamazione, secondo caso dopo Soares), il 9 Luglio 2012, a Presidente dell’Assemblea Parlamentare dell’OSCE, l’organismo regionale delle Nazioni Unite per la sicurezza e la cooperazione economica in Europa che riunisca settecento parlamentari in rappresentanza di cinquantasette paesi del mondo.

Una presidenza che ha fatto onore all’Italia, trattandosi di uno dei rarissimi casi di un uomo politico italiano eletto, e non nominato, ad una carica istituzionale di livello internazionale dai suoi colleghi, parlamentari di mezzo mondo e di ogni estrazione ideologico politica. Una presidenza il cui mandato, tuttavia, non è stato possibile portare a termine a causa dei soliti squallidi giochi di partito, ai quali Migliori è sempre stato totalmente estraneo, tanto cari a quei vassalli di corte sconsiderati e scellerati i quali, pur confinati in un localismo dal quale riescono ad emergere solo grazie a vicende squallide che ne rendono problematico perfino il ricordarne il nome, hanno inspiegabilmente (o forse no) il potere, nelle loro mani più sciagurato che allucinante,  di decidere chi ammettere nelle liste elettorali e chi no. E’ accaduto, così, che alle elezioni del febbraio 2013, che hanno -non senza una ragione, evidentemente- premiato quell’ormai storico “vaffa” di un comico con oltre il 25% dei voti, Riccardo Migliori non è stato riproposto ai suoi elettori ed è decaduto dalla carica di presidente dell’Assemblea Parlamentare dell’Osce, cosa che ha rappresentato una vergogna per l’Italia, che ha perso una postazione di prestigio nella sua politica estera e che ha certamente contribuito a renderla la cenerentola che si è ritrovata ad essere nello scenario politico e istituzionale mondiale.
Ma, nonostante tutto ciò, Riccardo Migliori ha continuato nel proprio impegno rimanendo consigliere del gruppo parlamentare italiano dell’OSCE e, in tale veste, ha inteso rappresentare questo organismo negli incontri, assistito per la traduzione, e non solo, dalla giovanissima deputata Imen Ben Mohamed (cresciuta a Roma ed eletta nella circoscrizione estero-Italia ed impeccabile organizzatrice degli incontri all’ANC) che ha avuto con la prima vicepresidente dell’Assemblea Meherezia Labidi e con i componenti della Commissione elettorale della stessa Assemblea, dai quali è stato invitato da un nuovo incontro, che avverrà nelle prossime settimane, con i componenti della stessa Commissione per illustrare alcuni aspetti tecnici dell’organizzazione generale delle elezioni in un paese ormai a pieno titolo democratico, dope che è stata votata alla quasi unanimità dell’Assemblea la nuova Costituzione, che garantisce tutte le libertà e le norme a tutela dei diritti umani, compresa quella libertà di coscienza che fa della Tunisia, paese arabo musulmano, un vero e proprio modello ispiratore delle cosiddette primavere arabe.

Riccardo Migliori con Meherezia Labidi, Primo vicepresidente dell'Assemblea Nazionale Costituente tunisina.
Riccardo Migliori con Meherezia Labidi, Primo vicepresidente dell’Assemblea Nazionale Costituente tunisina.
Con la deputata On. Imen Ben Mohamed.
Con la deputata On. Imen Ben Mohamed.

Ci auguriamo che il nuovo governo italiano si dimostri, più che meno assente, diversamente (e parecchio) presente a questa realtà tunisina, che da un punto di vista non solo economico, ma anche e soprattutto geopolitico rappresenta una formidabile opportunità per l’Italia in un momento in cui la crisi strutturale che sta attraversando l’Unione Europea può superarsi solo se da Bruxelles si ripenserà seriamente al ruolo e al significato che il nordafrica, riva sud dello spazio euromediterraneo, ha assunto negli ultimi tre anni dopo la cacciata dei dittatori che lo avevano ridotto ad un’appendice neocoloniale, ricettacolo e rifugio, spesso, di attività che hanno finito per rendere, e in modo impressionante, certi capi di governo europei più simili a questi stessi dittatori che non a esponenti dei valori delle moderne democrazie.

La visita di Riccardo Migliori, accompagnato dal suo capo di gabinetto dott. Vincenzo Pìcciolo, si è conclusa con un ricevimento offerto dall’Ambasciatore Italiano a Tunisi, S.E. Raimondo de Cardona, al quale erano presenti, fra gli altri, oltre ai due deputati tunisini eletti in Italia Imen Ben Mohamed e Osama Al Seghir, la dott. Cristina Natoli, Direttore dell’Unità Tecnica Locale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri Italiano e i rappresentanti della ISIE, l’organismo incaricato della organizzazione delle prossime elezioni, le prime della nuova Tunisia uscita dalla carta costituzionale approvata all’inizio del mese, che si terranno, con tutta probabilità, entro il 2014.

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