Tunisia: il teatrino (…)

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Tunisia: il teatrino dei partiti e la strana cioccolata.

A quasi mille giorni di distanza da quel 14 Gennaio del 2011, la Tunisia si risveglia oggi, 24 Agosto 2013, all’alba d’una “settimana della collera” annunciata con reboante pomposità qualche giorno addietro da uno degli innumerevoli leaders di quella cosiddetta “opposizione” che non si sa bene a cos’altro, concretamente, si opponga se non ai risultati delle prime libere elezioni democratiche del 23 Ottobre del 2011.

A dire il vero di cose alla quali ci sarebbe da opporsi, e anche seriamente, se ne sono accumulate parecchie in questi trentuno mesi che son passati da quel 14 Gennaio 2011.

  • Ci sarebbe da opporsi al sudiciumaio che vediamo per le strade.
  • Ci sarebbe da opporsi alla microcriminalità che sta aumentando sempre di più e che mette a serio rischio la vita quotidiana delle famiglie, aumentando la percezione generale di insicurezza.
  • Ci sarebbe da opporsi al modo criminale in cui sono gestite le discariche dei rifiuti, vere bombe batteriologiche che producono danni incalcolabili all’ambiente e minacciano seriamente la salute dei cittadini.
  • Ci sarebbe da opporsi al totale immobilismo di fronte ad una crisi del sistema produttivo e di conseguenza dell’economia reale di un paese sull’orlo della bancarotta.
  • Ci sarebbe da opporsi alla corruzione generale che è tornata a far capolino ovunque e che sta minacciando di imporsi di nuovo con conseguenze disastrose.
  • Ci sarebbe da opporsi al dilagare dell’indifferenza generale di una popolazione che appare sempre più demotivata ad esercitare il proprio diritto-dovere alla partecipazione della vita pubblica attraverso le vie dei partiti politici.

Ci sarebbe… ma di fronte a tutto ciò non s’è trovato, in tutto questo tempo, un ministro qualsiasi, uno straccio di sottosegretario, un mezzo deputato, un quartino scarso di dirigente di partito, né della maggioranza né dell’opposizione, che abbia trovato il tempo di degnarsi, sia pure distrattamente e per finta, per contrastare queste maledizioni: nulla, men che nulla, zero assoluto, vuoto pneumatico.

E’ tutto un blaterare di sciocchezze sesquipedaliche intorno a questioni di lana caprina, tutto un disquisire su temi di politica dei massimi sistemi. E intanto l’economia va a picco, le aziende chiudono, la gente non sa più come fare per tirare avanti, corrotti e corruttori si stano riorganizzando per tornare ai bei vecchi tempi e investono in iniziative di ogni genere. La spazzatura, nel frattempo, regna sovrana, dilaga e si espande, sommerge tutto e tutti affogando la Tunisia in un mare di materia semiliquida di color marrone, che sembra cioccolata ma è qualcos’altro. E non è dolce, tanto per chiarire.

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2 pensieri su “Tunisia: il teatrino (…)

    1. Io invece penso che si stava peggio quando si stava peggio. La merda scorreva a fiumi più di oggi e se io mi fossi solo azzardato a scrivere queste cose mi avrebbero arrestato e buttato via la chiave. Non confondiamo le cose!

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