I poteri forti e (…)

MubaraksmallI poteri forti e gli inutili idioti.

I poteri forti tremano. Tremano all’idea che possa sorgere un nuovo modello di democrazia che abbatte un pregiudizio importantissimo, prezioso, indispensabile per mantenere in piedi i regimi dispotici che da sempre tengono schiacciate le teste dei popoli. Il pregiudizio che non possa esistere una politica democratica che si ispiri alla cultura islamica.

Hanno tremato quando si è fatta avanti l’idea d’un’Europa Unita progettata da De Gasperi, Adenauer e Schuman, ma non si sono dati per vinti, ed hanno manovrato abilmente affinché questa unione si trasformasse in quella orrenda pantomima, quella costosissima, scialba e flaccida baraccopoli delle idee messa in piedi a Bruxelles dove un manipolo di contabili poliglotti strapagati hanno demolito ogni aspettativa, soffocato ogni speranza sepolto ogni progetto di sviluppo sotto una montagna di fesserie gabellate per alta scienza delle finanze. Il disastro che hanno combinato lo abbiamo davanti agli occhi e non c’è bisogno di rintracciarne i segni sulle deliranti pagine che, a centinaia di migliaia, stanno paralizzando il sito web della UE per rendersi conto. Basta leggere un bando, un concorso della UE per comprendere sin dalle prime battute che tutto è stato pensato, formulato e promulgato per garantire l’accesso solo ai pochi eletti che, grazie al supporto di cui godono attraverso le loro lobbies impiantate stabilmente a Bruxelles e a Strasburgo come piattole e sanguisughe, canalizzano ogni centesimo verso destinatari prestabiliti.

E quegli stessi poteri forti, ormai affratellati da un processo di globalizzazione che ha loro spianato la strada per la conquista definitiva del pianeta, appesantiti dallo loro stessa mole che sta diventando insostenibile persino per loro stessi, stanno tremando adesso, in questi anni di transizione democratica dei vecchi protettorati nordafricani, la cui persistenza nel tempo fu garantita dal regime di squallidi dittatori, omuncoli senza onore e senza dignità, la cui unica virtù fu quella di assicurare ai vecchi padroni la possibilità di continuare a spadroneggiare in barba ad ogni diritto umano, ad ogni libertà.

Ciò che è avvenuto in Egitto è emblematico di questo stato di cose. Forti del sostegno di un esercito al comando di mercenari senza scrupoli e senza onore, hanno scatenato la furia dell’inferno provocando stragi che sarebbero state attribuite con la solita faciloneria, che per grossolana che possa essere funziona sempre alla meraviglia, ai soliti “terroristi islamici” alla testa dei quali sono stati tenuti a galla, finché lo strattagemma ha funzionato, personaggi che andavano a far le ferie e a curarsi in Arabia Saudita e che sono stati fatti fuori in quattro e quattr’otto con operazioni culminate con fantomatiche sepolture in alto mare delle quali nulla di più è dato sapere se non che ci sono state, punto e basta. E con la stessa feroce determinazione hanno rovesciato un regime che, per quanto problematico e debole poteva essere, era stato scelto dal popolo attraverso elezioni libere e democratiche.

Fa orrore, oggi, sentir difendere l’operato di questo macellaio cialtrone e incompetente, buono solo a dare ordini all’esercito e alla polizia di massacrare il popolo disarmato, argomentando che “anche Hitler fu eletto democraticamente”. A questi ineffabili maestri del pensiero ricordo che Hitler non ebbe bisogno di esser destituito e imprigionato, perché era lui stesso un dittatore e sapeva bene come tutelarsi da un colpo di stato. Quanti oggi sono stati eletti in Tunisia, in Egitto e in Libia non sono dittatori e, per quanti errori possano aver commesso, hanno risparmiato al loro popolo le atrocità dei crimini di chi, in nome dell’ordine e della disciplina, ha instaurato un regime dittatoriale.

Hanno parlato di depositi di armi e di assalti alle chiese cristiane. Alla luce del comportamento del macellaio Al Sissi è verosimile, possibile ed altamente probabile che questi atti terroristici siano stati commessi da coloro che avevano tutto l’interesse a incolpare chi di questi orrori era innocente. La macchina diabolica messa in piedi da un feroce sanguinario come si è rivelato essere quel mercenario al soldo delle monarchie saudite e del governo israeliano il cui ambasciatore ha avuto la spudoratezza di chiamare “eroe nazionale”, è in grado di produrre queste e ben altre nefandezze.

Adesso in Egitto, dopo il massacro dei sostenitori del presidente Morsi, tenuto in carcere mentre il dittatore Mubarak viene rimesso in libertà, i giochi sono chiari e non ci sono più dubbi sulle reali intenzioni di questo regime golpista, dal quale persino El Baradei, vice presidente della repubblica nominato dai golpisti ha scelto di dissociarsi insieme con due vice primi ministri. E dovranno farsi un bell’esame di coscienza i protestatari di Tamarrod, che hanno facilitato questo colpo di stato plaudendo al suo autore.
Ma forse non ne avranno il tempo perché il loro eroe Al Sissi li martellerà presto, esattamente come ha fatto con i sostenitori di Morsi: utili idioti che, una volta reso il servizio, verranno bastonati e massacrati senza esitazioni.

Se la vita degli utili idioti è squallida e penosa, il loro destino è atroce, perché sarà quello di far la fine degli inutili idioti.

Inutili idioti al servizio dei poteri forti.

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