Con un Summit di berretti (…)

papa-lampedusa250x150Con un Summit di berretti bianchi a Lampedusa inizia il pellegrinaggio in Italia di Papa Francesco.

Lampedusa ha inaugurato in modo emblematico le uscite di Papa Francesco dal Vaticano.

La scelta di quest’isola non è stata certamente casuale. E non è stato casuale neppure il modo in cui Papa Francesco ha scelto di impostarla, invitando esplicitamente le “autorità” a sentirsi “dispensate dal partecipare a questa visita”. Parole che pesano come macigni sulla testa di queste stesse “autorità”, termine generico con il quale si evoca l’insieme indistinto di tutti i rappresentanti delle pubbliche istituzioni che, come il prezzemolo, si vedevano in prima fila, in occasioni del genere, a far mostra di sé in rappresentanza del popolo.

Questa volta il popolo si è rappresentato da solo e le “autorità”, ad eccezione di quelle facenti parte a diverso titolo del popolo stesso (Sindaco, Vescovo e Parroco) son rimaste a bocca asciutta.
Poco male. Magari qualcuna di loro è stata persino felice di questa “dispensa”, non lo so. Di certo è stata felice la popolazione di Lampedusa, che ha riservato a Papa Francesco un’accoglienza calorosa, segnata dalla spontaneità e dalla semplicità che, in barba ad ogni protocollo, ha visto il Papa impegnato in un vertice con i rappresentanti degli immigrati. Un Papa attentissimo alle parole che gli ha rivolto quel ragazzo libico che, portando curiosamente un berretto bianco, dello stesso colore della berretta “papalina” di Francesco, mi ha suggerito il titolo.

La risposta dei politici italiani, i cui autorevoli vertici sono stati invitati a levarsi tre passi dai corbelli, non s’è fatta attendere e abbiamo avuto il piacere, leggendo e ascoltando qualche commento, di vedere confermate tutte le idee che ci eravamo fatte sul loro conto.

A prescindere dal merito di questi commenti, su alcuni dei quali ci sarebbe da discutere assai, colpisce l’ignoranza profonda, crassa e supina, di chi ha inteso polemizzare con il Papa con la pretesa di insegnargli il mestiere esibendo a un tempo un mix di presunzione, supponenza ed ignoranza, il tutto illuminato da lampi d’imbecillità.

La denuncia della “globalizzazione dell’indifferenza” è un richiamo ai valori di fraternità, di solidarietà e di condivisione della sofferenza.
Ed è un richiamo pronunciato nel contesto di un’omelia, durante la celebrazione della Messa. E’ un richiamo, dunque, rivolto innanzitutto ai cattolici in quanto tali.
Non è un messaggio politico rivolto ai politici. I politici faranno come hanno sempre fatto, bene o male che sia, assumendosi le loro responsabilità di fronte al popolo. Pensino, dunque, a fare il proprio mestiere.

Il Papa non si è rivolto alla loro “autorità”. Semmai alla loro coscienza. Se ne hanno una la ascoltino. Possibilmente in silenzio, perché la coscienza non grida.
La coscienza sussurra e, spesso, lo fa una sola volta, prima di abbandonare il campo.

Abbiamo seguito con grande attenzione questo Summit dei berretti bianchi. Un’attenzione e un interesse che compensano la noia e, non di rado, il disgusto con il quale abbiamo seguito i vertici delle “autorità” che dispensiamo anche noi, nel nostro piccolo, dal partecipare alle riflessioni sulle parole del Papa a Lampedusa.

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