Lumen Fidei. La prima Enciclica di Papa Francesco

papa-francesco-61Papa Francesco ha inviato la sua prima Lettera Enciclica. “Enciclica” è una parola che deriva dalla lingua greca e che significa “Circolare”. La “Lettera Enciclica” è, quindi una “Lettera Circolare” destinata a tutti i credenti cattolici, ma anche a chiunque sia interessato a conoscere il pensiero del Papa.
La Lettera Enciclica è in genere caratterizzata dal fatto che in essa il Papa approfondisce un tema, un soggetto, un argomento proprio della fede cattolica che ha a che fare in modo particolare con l’attualità.

Questa Lettera ha per tema la Fede stessa e offre spunti di riflessione sia storici che teologici e filosofici, con un linguaggio semplice ed accessibile a chiunque. E’ disponbile per il dowload da qui facendo click sull’immagine sottostante.

enciclicalumenfidei

 

Ecco alcuni brani dell’Enciclica.

Se l’amore ha bisogno della verità, anche la verità ha bisogno dell’amore. Amore e verità non si possono separare. Senza amore, la verità diventa fredda, impersonale, oppressiva per la vita concreta della persona. La verità che cerchiamo, quella che offre significato ai nostri passi, ci illumina quando siamo toccati dall’amore. Chi ama capisce che l’amore è esperienza di verità, che esso stesso apre i nostri occhi per vedere tutta la realtà in modo nuovo, in unione con la persona amata. (27)

La luce dell’amore, propria della fede, può illuminare gli interrogativi del nostro tempo sulla verità. La verità oggi è ridotta spesso ad autenticità soggettiva del singolo, valida solo per la vita individuale. Una verità comune ci fa paura, perché la identifichiamo con l’imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell’amore, se è la verità che si schiude nell’incontro personale con l’Altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura nel singolo e può fare parte del bene comune. Essendo la verità di un amore, non è verità che s’imponga con la violenza, non è verità che schiaccia il singolo. Nascendo dall’amore può arrivare al cuore, al centro personale di ogni uomo. Risulta chiaro così che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti. (34)

La luce della fede non ci fa dimenticare le sofferenze del mondo. Per quanti uomini e donne di fede i sofferenti sono stati mediatori di luce! Così per san Francesco d’Assisi il lebbroso, o per la Beata Madre Teresa di Calcutta i suoi poveri. Hanno capito il mistero che c’è in loro. Avvicinandosi ad essi non hanno certo cancellato tutte le loro sofferenze, né hanno potuto spiegare ogni male. La fede non è luce che dissipa tutte le nostre tenebre, ma lampada che guida nella notte i nostri passi, e questo basta per il cammino. (57)

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