La golpe, il lione e la sfinge. Guai a quelli che “non se ne intendano”.

sfinges2Credo che l’intervento dell’esercito in Egitto sia stato necessario per evitare che la situazione degenerasse.

Il Presidente Mohamed Morsi è stato eletto democraticamente nel 2012.

L’alternativa al colpo di stato -peraltro annunciato quarantotto ore prima con un ultimatum del capo di stato maggiore dell’esercito- sarebbe stata quasi certamente una guerra civile, che negli ultimi giorni era diventata qualcosa di molto più serio che una semplice minaccia.

Le elezioni democratiche non garantiscono, da sole, l’esistenza della democrazia.
Esse stanno alla democrazia come il mezzo sta al fine e, se chi è stato eletto democraticamente non riesce a dar vita a quel processo dialettico, dove non solo alla maggioranza, ma anche all’opposizione sia garantito il pieno e incondizionato esercizio delle libertà, sul quale si fonda e del quale si alimenta giorno per giorno una democrazia, allora deve dimettersi.

Cosa che il Presidente Mohamed Morsi non ha avuto il coraggio (o forse la libertà) di fare.
Adesso l’avvenire dell’Egitto dipende dall’evoluzione degli eventi delle prossime ore e dei prossimi giorni. Il popolo egiziano, dopo aver destituito il Presidente-Dittatore Mubarak prima e il Presidente democraticamente eletto Morsi poi, è nuovamente chiamato a scegliere chi dovrà rappresentarlo e se mantenere o meno quella tanto discussa costituzione nata forse troppo in fretta, così come forse è nata troppo in fretta una repubblica presidenziale non sufficientemente equilibrata nella distribuzione dei poteri.

L’esito delle ripercussioni, che la vicenda egiziana non potrà non avere, sulle nuove democrazie in fieri in Libia e in Tunisia è imprevedibile. Saranno le prossime settimane a svelarlo.

Nel Paese della Sfinge, figura mitologica corrispondente al Chirone Centauro citato nel capitolo diciottesimo del suo Principe da Niccolò Machiavelli, non sarà il Principe a dover scegliere quando stare “in sul lione” e quando sulla “golpe”, ma il popolo.

E questo grazie anche agli errori del principe Morsi, il più imperdonabile dei quali è stato quello di attribuire a se stesso, con decreto presidenziale, poteri amplissimi, anzi eccessivi, sconfinando in modo inaccettabile persino nel campo del potere giudiziario.
Restando nella metafora del Principe, Mohamed Morsi ha commesso l’errore di “stare semplicemente in sul lione”.

Ma anche ai popoli di queste “primavere arabe”, titolari delle delicatissime transizioni democratiche e della sovranità che fu dei deposti dittatori Mubarak, Gheddafi e Ben Alì, converrà riflettere sul monito che Machiavelli rivolgeva al Principe con espressione secca e micidiale: “Coloro che stanno semplicemente in sul lione, non se ne intendano.

Annunci

Un pensiero su “La golpe, il lione e la sfinge. Guai a quelli che “non se ne intendano”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...