La dittatura continua. Vola come un avvoltoio sulla Tunisia con le ali di Tunisair e di Alitalia.

312430La dittatura continua. Vola come un avvoltoio sulla Tunisia con le ali di Tunisair e di Alitalia.

“In Tunisia è stato cacciato il dittatore ma non la dittatura” si sente ripetere da più di due anni, sin dal 14 Gennaio 2011 quando una gigantesca e improvvisa insurrezione travolse con la forza d’uno tsunami il palazzo di Cartagine.
E’ vero. Restano residui di dittatura un po’ ovunque. Nel ventre molle dei ministeri, delle società di pubblici servizi, delle banche, delle compagnie di assicurazione, si annidano ancora focolai di quella corruzione che fu la nota caratteristica della dittatura di Ben Alì e della simpatica famigliola della sua onnipotente consorte.
Ma le propaggini più odiose di questa corruzione, i residui tossici più pericolosi di questa mala pianta infetta, il percolato mefitico di questa spazzatura umana, si manifestano e continuano a far del male con effetti devastanti nel caso del trasporto aereo, in mano a due compagnie che fanno cartello impippandosene alla grande di ogni regola morale, di ogni impegno, di qualsiasi norma antitrust. Mi riferisco a Tunisair e ad Alitalia, che dominano incontrastate il traffico aereo fra Italia e Tunisia, due paesi vicinissimi che vengono tenuti separati da una politica criminale messa in atto con sistematica e continua perversione dai dirigenti di queste due società il cui comportamento fa pensare più ad un’associazione per delinquere finalizzata a seminare il discredito accanendosi ferocemente su una clientela costretta a subire le angherie sempre più sfacciate del loro infame monopolio.
Voli cancellati senza preavviso, passeggeri abbandonati al loro destino negli aeroporti di Fiumicino e Tunisi Cartagine, ritardi continui nelle partenze, il tutto condito da non meno stomachevoli che inutili scuse gracchiate dall’altoparlante: tutto questo è un insulto all’intelligenza e alla dignità di chi paga cifre esorbitanti per poco più di mezz’ora di volo effettivo.

A questo punto mi chiedo cosa ci stia a fare un Ministro dei Trasporti che non si accorge del disastro che tale comportamento produce giorno dopo giorno ai danni dei cittadini che hanno bisogno di usare questi mezzi di trasporto non solo per le loro vacanza ma anche, il più delle volte, per la loro attività economica.

Mi chiedo, allora, cosa ci sta a fare un Governo che pretende di risolvere i problemi di un intero Paese quando non è capace neppure di far finta d’intervenire per sanare una situazione ormai giunta a livelli che definire da Terzo Mondo sarebbe un’offesa al Terzo Mondo stesso.

Cosa si aspetta a togliere di mezzo questo monopolio vergognoso e a mettere in galera, non senza aver subito dopo buttato via la chiave, gli autori di questo cartello illegale che sta massacrando quel che resta non solo del turismo, ma anche dell’imprenditoria italiana in Tunisia?
Gli artefici di questo vero e proprio sabotaggio devono essere rimossi il prima possibile e processati per associazione per delinquere di stampo mafioso.
Le autorità preposte alla sorveglianza di questo settore o sono cieche o fanno finta, per qualche ragione sulla quale sarebbe opportuno e necessario indagare a fondo, di non vedere.
Noi cittadini, che paghiamo per un servizio che ci viene negato con modalità mascalzonesche, non siamo più disposti a subire questa prepotenza.

Per questo chiediamo al Governo Tunisino che si attivi per mettere fine a questa vera e propria vergogna. Deve farlo subito, con urgenza e senza esitare. Deve farlo subito, prima che sia troppo tardi.

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Un pensiero su “La dittatura continua. Vola come un avvoltoio sulla Tunisia con le ali di Tunisair e di Alitalia.

  1. ottimo, tempo addietro lessi un articolo su una rivista locale dove Habib Ammar, direttore generale dell’ONTT, ferocemente criticava la politica protezionistica della Tunisair impedendo lo sviluppo del settore turistico e la possibilità di creazione di nuovi posti di lavoro. Habib é un caro amico e sicuramente possiamo contattarlo e esporre questa richiesta di spezzare il monopolio aereo in Tunisia.

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