Intervista di Hamadi Jebali alla televisione tunisina.

Sabato 4 agosto il Presidente del Consiglio dei Ministri tunisino Hamadi Jebali ha risposto alle domeande rivoltegli da tre giornalisti nel corso di un’intervista trasmessa dalle principali emittenti del paese.

Grazie alla cortese collaborazione di un’amica, che ringrazio di cuore per il lavoro che ha fatto, posso riportare una breve sintesi dell’intervista di seguito.

Jebali si è espresso sulla situazione sanitaria deplorevole nel paese e afferma che questa recrudescenza delle sporcizie nelle vie tunisine si sta verificando da un decennio, ma che è aumentata subito dopo la Rivoluzione. Ha spiegato che questo fenomeno, fra tanti altri, si spiegherebbe per il conflitto politico nel quale sono entrate le delegazioni speciali che hanno sostituito le municipalità e che non sono più in grado di compiere correttamente i loro compiti, tanto più che mancano di mezzi, visto che i cittadini -non trovando servizi- non pagano più tasse, e questo contribuisce allo squilibrio. Ha chiamato anche alla responsabilità dei cittadini per far fronte a questa situazione.
Jebali ritorna sulla notizia che circola da alcuni giorni riguardo la sua eventuale sostituzione con Ali Lâarayedh, attuale ministro degli Interni, e le sue  dimissioni dalla guida del governo. Pure smentendo questa notizia, Jebali afferma che il suo desiderio maggiore è quello di  riposarsi e che non ha nessuna ambizione personale per continuare ad esercitare questa funzione. Rievoca l’argomento delle recenti dimissioni in seno al governo (Houcine Dimassi, ex ministro delle Finanze, e Mohamed Abbou, ex ministro della Riforma amministrativa) ed afferma che questi dimissioni “sono un fatto molto positivo.”
A proposito della polemica che suscita il risarcimento dei vecchi prigionieri politici, Jebali afferma che questo indennizzo è fatto secondo la legislazione internazionale e che si tratta di “un vero diritto” così come lo come è per i feriti e martiri della Rivoluzione. Ha tenuto anche a precisare che la somma dichiarata dall’ex ministro delle Finanze è solamente una “stima personale” e che i risarcimenti non faranno beneficiare un solo partito politico ( Ennahdha) ma toccheranno tutte le vittime delle repressioni, a cominciare dagli yousséfisti. Questi risarcimenti si faranno progressivamente in funzione dei casi.
In un discorso che vuole essere conciliatore, Jebali chiama a instaurare il dialogo in seno all’assemblea Nazionale Costituente ma anche con l’UGTT (il sindacato dei lavoratori), e questo per far fronte al clima di tensione nel paese. Nessuno può immaginare l’avvenire della Tunisia in un clima conflittuale con la centrale sindacale e le grandi organizzazioni, come l’UTICA etc. Riguardo all’aumento degli stipendi richiesti dall’unione Generale Tunisina del Lavoro (UGTT), Jebali ha affermato che questi aumenti farebbero aggravare la situazione economica, già allarmante, della Tunisia e non fanno parte delle priorità attuale,ovvero l’impiego, l’infrastruttura, lo sviluppo regionale, etc.
Pur non essendo contrario chiede che il secondo aumento possa avvenire nel 2013 per ridurre le difficoltà di bilancio.
Jebali ha tenuto anche a precisare che le elezioni municipali non saranno attuabili finché la Costituzione non sarà ancora scritta, e precisa che l’Assemblea Costituente sta accelerando il ritmo del lavoro per portare a termine il proprio mandato. Ha dato il 20 marzo come date per le prossime elezioni e ha detto che le elezioni municipali si terranno dopo le elezioni politiche .
Jebali ha evocato più di una volta la grande legittimità conferita all’Assemblea Nazionale Costituente, grazie al potere della maggioranza eletta dal popolo, particolarmente, in materia di costituzione della nuova istanza elettorale.
Ha anche parlato del problema dell’ospedale di Sfax e dell’intervento dello Stato . Ha affermato, in proposito, che, se il governo non interviene, viene criticato per non far nulla mentre, quando è intervenuto l’hanno criticato lo stesso. Ha precisato che il governo non ha intenzione di intervenire per la liberazione dei detenuti e che il potere giudiziario è indipendente e farà solo quanto verrà stabilito necessario fare solo dopo lo studio di questi casi.
Il giornalista ha parlato di tortura e Jebali ha smentito con fermezza e aggiungendo che se saranno verificati episodi di tortura coloro che ne sono responsabili verranno deferiti alla giustizia.
Riguardo il maggior problema dell’acqua e dell’elettricità ,Jebali ha detto che la STEG ha una grande esperienza ed è anche capace di esportare le sue competenze. Quindi quando si fanno 3 o quattro errori tecnici alla volta e lo stesso giorno (il 7 luglio) nasce un ragionevole sospetto e delle inchiesta sono state avviate da parte di differenti ministeri. Già si hanno, in proposito, alcuni risultati.
Ha aggiunto che anche il consumo dell’elettricità è aumentato visto il grande uso dei condizionatori . Un’altro problema è quello del livello dell’acqua nel bacino che alimenta 5 governatorati dovuto non solo all’errore tecnico  ma anche al fatto che gli abitanti di Sfax  non permettono di prendere acqua dalla loro regione. Ha detto che le cose non miglioreranno se coloro che abitano dove c’è il fosfato sostengono che solo la loro regione deve beneficiarne, e così via per coloro che abitano in una zona petrolifera…
Riguardo l’ultimo rapporto dell’FMI, il giornalista ha denunciato che la situazione del paese è allarmante. Ma quando Jebali gli ha chiesto da dove ha ottenuto le cifre che ha fornito, il giornalista ha risposto che ha letto un articolo nel Figaro. A quel punto Jebali gli ha detto, senza mezzi termini, che doveva aver letto l’articolo alla rovescia: “L’articolo ce l’ho tra le mani”, ha infatti affermato aggiungendo “per favore, la prossima volta o cita correttamente un testo oppure non dica niente”.

Ha, quindi, presentato cifre più rassicuranti rispetto a quelle presentate dell’articolo mettendo, inoltre, in risalto il fatto che non si deve dimenticare che coloro che l’hanno scritto hanno comunque messo in evidenza fatti relativamente positivi, pur non nutrendo particolari simpatie per l’attuale governo.

Riguardo la questione del colera , al giornalista Sofiane Ben Hamida che si è detto molto dispiaciuto del fatto che nella Tunisia nel 2012 esiste il vibrione del colera, Jebali  ha precisato che non si devono esagerare le cose, trattandosi di un solo caso di vibrione rilevato in una vasca di depurazione delle acque, e  che non c’è stato nemmeno un solo caso di contaminazione umana.
Per concludere ha chiesto ai giornalista di essere obiettivi nel loro lavoro, e ciò per il bene e nell’interesse del paese e di nessun altro.

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