Avenue Bourguiba: cronache di una bruttissima giornata

Il 28 marzo, dopo la manifestazione, domenica 25 marzo, dei salafiti durante la quale si verificarono eccessi di ogni genere e scontri con gli artisti davanti al Teatro Comunale, il Ministero degli Interni ha decretato il divieto di dar vita a manifestazioni e l’ingresso di cortei in Avenue Bourguiba.

Non sappiamo, dunque, perché gli organizzatori del corteo di protesta dei disoccupati di oggi, sabato 7 aprile, che si era svolta pacificamente nelle prossimità di Avenue Bourguiba, abbiano scelto di trasgredire questo divieto che, dal 28 marzo, vale per tutti i manifestanti, a prescindere dalla loro appartenenza politica o ideologica. Una trasgressione che ha tutta l’aria di non essere casuale ma, al contrario, voluta espressamente in spregio palese di una legge dello stato.

Non lo sappiamo ma possiamo bene intuirlo, non c’è bisogno di molta fantasia. Lo scopo, evidentissimo, era esattamente quello previsto e calcolato: provocare uno scontro. Uno scontro che ha dato il via ad una serie di proteste indignate di quanti hanno rinfacciato al ministro degli interni di usare due pesi e due misure: una con i salafiti che domenica 25 marzo hanno dato vita al loro show lungo tutta l’Avenue Bourguiba senza che la polizia muovesse un dito e una per i disoccupati che sabato 7 aprile sono stati aggrediti quando hanno tentato di entrare in corteo nella stessa Avenue.

Premesso che avremmo fatto volentieri a meno di veder volare i manganelli e i lacrimogeni, e che consideriamo comunque un errore strategico l’averlo permesso, non si può non rilevare in queste proteste indignate un filino d’ipocrisia. I salafiti hanno fatto i loro comodi in Avenue Bourguiba il 25 marzo, prima che entrasse in vigore, proprio a seguito della loro manifestazione, il divieto del 28 marzo, mentre i manifestanti del 7 aprile hanno scelto consapevolmente di violare questo stesso divieto. E allora? E allora siamo di fronte al solito strabismo interessato di chi con un occhio guarda bene sempre da una parte e con l’altro guarda male sempre da un’altra parte.

Avrebbe fatto meglio il ministro degli interni a lasciarli entrare in Avenue Bourguiba? Io penso di si. Probabilmente, di fronte alla rinuncia dei poliziotti a intervenire, quanti avevano preventivato lo scontro non si sarebbero fermati ad entrare nell’Avenue e avrebbero fatto un po’ di danni. In questo caso l’opinione pubblica se la sarebbe presa, si, con l’inerzia del governo, ma a questo punto il minstro degli interni avrebbe potuto cominciare ad usare le maniere forti con maggiore libertà da vincoli di carattere politico da parte dei suoi avversari.

A volte ci sono ragioni di opportunità politica che suggeriscono di adottare soluzioni discutibili sul piano etico. Ma, come si dice, a brigante brigante e mezzo.

E anche  Ibn Khaldoun, il Machiavelli tunisino, il cui monumento troneggia proprio in Avenue Borguiba, non avrebbe fatto una piega, c’è da scommetterci.

Ma il ministro degli interni non si chiama Machiavelli, né Khaldoun. Si chiama Alì Larahyed ed ha passato parecchi anni nelle prigioni segrete di quel dicastero che lo ha visto tornare in veste di ministro. Uomo di rigorosi principi morali, non è incline al calcolo delle opportunità politiche e agisce con quel rigore morale che appartiene a chi ha pagato ingiustamente e duramente per colpe che non aveva.

Capiranno i tunisini? Forse si, ma non è detto che apprezzino. Video meliora proboque, deteriora sequor: è una vecchia storia ed è esperienza comune che a volte si gode di più con il vizio che con la virtù. E non è detto che a qualcuno non sia venuta nostalgia del vecchio Ben Alì.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...