Come le mezze stagioni. Una risposta alla signora Nirenstein.

Come le mezze stagioni.

Secondo l’opinione espressa dalla signora Fiamma Nirenstein (deputata del PDL. Vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati e presidente del Consiglio Internazionale dei Parlamentari Ebrei) in suo articolo pubblicato da Il Giornale del 27 marzo, la Tunisia laica sarebbe stata cancellata per dar vita ad uno stato islamico. A sostegno di questo suo pensiero la signora Nirenstein riporta due notizie pescate nelle acque del web. La prima riguarda nientemeno che l’istituzione, da parte del Ministero degli Interni, di una “polizia religiosa” e la seconda la presa di possesso da parte dei salafiti del villaggio di Sedjnane. Si tratta, ovviamente, di due clamorose bufale partorite da quello che Goya rappresentò con il più celebre dei suoi caprichos il cui titolo ben si appropria alla circostanza: Il sonno della ragione genera mostri.

Avevamo già avuto occasione di leggere, su La Stampa del 4 febbraio scorso, di Sedjnane in un articolo a firma Domenico Quirico. Ecco, secondo il giornalista, Sedjnane: “ (…) Ma la città, 50 mila abitanti, è zeppa di disoccupati e di bambini, e un’aria di rovina e di vecchiaia che sembra consumarli.” In pratica un borgo di 4.373 abitanti (quattromilatrecentosettantatre) diventa una città di cinquantamila. Improvvisa esplosione demografica? Non ci risulta. E allora? Allora, a parte il solito (e fin troppo comodo) refuso al quale non crede più nessuno, resta una sola cosa che spiega questo genere di “errori”: il bisogno di amplificare porzioni di verità per costruire una notizia a sostegno di tesi preconcette. Proprio come quella della “polizia religiosa”.

Il fatto è che questa Tunisia, dove è consentito a chiunque di esprimersi liberamente, fa paura a qualcuno. Non al popolo tunisino, che per la prima volta dopo settantacinque anni di protettorato (leggasi colonialismo) francese e cinquantacinque anni di dittatura esercitata da due soli presidenti ha potuto eleggere liberamente un parlamento, ma a chi ha costruito la propria fortuna accumulando piccoli o grandi patrimoni grazie alla stabilità garantita da un regime che negava i più elementari diritti umani.

Fa paura, evidentemente, alla signora Nirenstein, che ha ragione a intitolare il suo lungo articolo “Addio Tunisia laica”. Sbaglia solo nel seguito di questo titolo. Anziché chiudere con le parole: “E’ in arrivo uno stato islamico.”, avrebbe potuto scrivere: “E’ partito per sempre l’ultimo tiranno”. Ed è partito portandosi dietro, nella sua non onorevole fuga, anche la sua islamofobia, ovvero il preservativo ormai logoro e bucato dei dittatori nordafricani sostenuti da chi aveva tutto l’interesse a trattare con regimi corrotti per fare soldi, tanti soldi.

Ma se l’islamofobia del vecchio corrottissmo corruttore Ben Alì è partita, spunta adesso quella dei nostalgici della dittatura (e dei suoi benefizi) i quali non trovano di meglio da fare che aggrapparsi alle mammelle settecentesche dell’illuminismo per veder di tirarne fuori qualche goccia di latte andato a male per darlo a bere a chi ci casca, con la speranza che il popolo invochi il ritorno di un nuovo dittatore col quale ricominciare a fare i soliti, non sempre pulitissimi, affari d’oro.

Ma a questi fervorosi e allarmati laicisti, che appaiono sempre più avvizziti e grinzosi epigoni del siècle des lumières, e che s’inventano false notizie per agitare lo spettro di un nemico che non c’è, resta ben poco dello splendore del pensiero di quel François Marie Arouet, il quale aveva deciso di costruire a sue spese, all’ingresso della sua villa di Ferney, una Chapelle sulla cui facciata ancora oggi possiamo leggere, in una lapide, queste parole: “Deo erexit Voltaire MDCCLXI”.

Correva l’anno 1771: come le mezze stagioni, anche i laici d’una volta non ci sono più.

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3 pensieri su “Come le mezze stagioni. Una risposta alla signora Nirenstein.

  1. Sono vere tutte le sue considerazioni. Chi per secondi fini, chi per semplice ignoranza crea scenari inesistenti. Si è passati da una rappresentazione omogenizzata dei tumulti nei paesi arabi -quando si credeva che in quattro e qauttrotto sarebbero diventati tutti delle repubblichette stile europeo- all’allarmata rappresentazione di una montante marea “islamista”.
    Stupefacente e irritante che non si veda, almeno, la lampante differenza della Tunisia dove, credo di aver compreso da subito, vi è stata una rivolta di popolo, una rivoluzione autentica, se per rivoluzione si intende l’abbandono di un sistema per crearne uno nuovo in cui la popolazione conti di più.
    Su ogni nazione si dovrebbe parlare e scrivere in modo diverso, ma questo richiede di essere informati e onesti, una combinazione non molto comune.
    grz

  2. E’ scritto 1761. Per il resto concordo in pieno. Inoltre aggiungo che la signora Nirenstein non mi sembra avere né l’imparzialità né la professionalità necessaria a farle svolgere gli incarichi che riveste per lo Stato italiano. Un po’ come quando Bossi era ministro, per intenderci.

    1. Grazie della segnalazione dell’errore mamam!
      Lo lascio volutamente, con il suo commento, per ricordarmene la prossima volta!
      Un saluto cordialissimo,
      Giacomo

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