Marzia e Martina. Come possono restare separate?

Minori. Cari Primi Ministri: non abbandonateli al loro destino!

La totale mancanza di iniziative riguardo ad una questione che tocca da vicino i diritti dei minori rischia di protrarre all’infinito le sofferenze di persone innocenti, premiando chi adotta comportamenti disinvolti di fronte alla legge, se non addirittura i criminali, e penalizzando chi confida nell’amministrazione della giustizia.
Mi riferisco all’assenza di un accordo fra stati che regoli il diritto di famiglia relativamente all’affidamento dei minori.
Ecco il caso che, di quando in quando, si verifica in Italia e in Tunisia.
Una coppia mista, poniamo lei italiana e lui tunisino, ha un figlio. Quando ancora il figlio è in tenerissima età, due-tre anni, la coppia si separa. Il tribunale italiano affida alla madre la custodia del minore, permettendo al padre una visita settimanale.
Il padre a un certo punto decide di tornare in Tunisia e, approfittando della temporanea custodia durante una visita settimanale, porta con sé la figlia falsificando il passaporto. Riesce ad imbarcarsi e a farla franca alla frontiera italiana.
La madre, rendendosi conto di quanto è accaduto cerca di riprendersi la bambina.
Il tribunale italiano le dà ragione. Il tribunale tunisino non riconosce la sentenza del tribunale italiano.
Comincia la battaglia, che dura come minimo anni. Risultati: zero. Nel frattempo la bambina cresce senza una madre.
Domanda: indipendentemente da come andranno le cose in tribunale, chi è che paga il prezzo più alto di questa barbarie?
Risposta: la bambina.
I rapporti fra stati sovrani sono una questione delicata e non si può illudersi che possano essere risolti rapidamente. Ammesso anche che, a partire da adesso, si lavori giorno e notte per comporre un protocollo d’intesa preliminare ad un accordo bilaterale etc. etc. etc., la nostra piccola avrà il tempo di invecchiare prima che una soluzione appaia all’orizzonte. E allora?
E allora perché non fare un tavolo comune, un’autorità arbitrale mista, temporanea, alla quale venga affidato, di volta in volta, il compito di prendere quelle decisioni che i tribunali regolari non possono prendere in modo decente a causa dell’immobilismo dei governi che non sono stati in grado di assumersi l’onere di trovare una via d’uscita a questo vero e proprio obbrobrio che dura da sempre?
Questa è la proposta. Chiara, diretta e semplice.
Una proposta che rivolgiamo a Mario Monti e ad Hamadi Jebali. Entrambi sono persone credenti in Dio. Entrambi hanno a cuore il bene dei piccoli e degli innocenti. Entrambi hanno sulle spalle il peso di guidare il loro paese in un diffcile passaggio, il primo dalla crisi economica e il secondo dalla dittatura, verso una stabilità che ridia speranza e vigore alle due democrazie. Con la certezza che questo appello non cadrà nel vuoto, auguriamo ogni bene a tutti e due. E che Dio li illumini.

Nella foto, la Signora Marzia Tolomeo e la figlia Martina, portata illegalmente in Tunisia dal padre naturale.

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2 pensieri su “Minori. Cari Primi Ministri: non abbandonateli al loro destino!

  1. I bambini non chiedono di venire al mondo per essere l’oggetto di contesa tra i genitori e anche in questo caso sarebbe ora che i governi nel mondo tutelino maggiormente i minori e non l’egoismo di una legge non riconosciuta tra gli stati di appartenenza dei suoi genitori!

  2. I bambini davanti a tutto. È una vergogna che debbano pagare per l’indifferenza e l’egoismo di noi adulti. Certo che dobbiamo fare qualcosa e anche presto!

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