I 60 anni di Tex: intervista al disegnatore delle copertine Claudio Villa.

Claudio Villa
Claudio Villa

Pubblichiamo dal sito Tex Willer l’intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Carlos Rico e Mário João Marques per la formulazione delle domande e di Gianni Petino e Paulo Guanaes per le traduzioni e revisione. Protagonista da 60 anni di uno dei fenomeni di comunicazione più popolari, Tex ci viene “raccontato”, da Claudio Villa, disegnatore delle copertine del popolarissimo fumetto.



Claudio, che posto ha avuto il fumetto – soprattutto quello “Bonelli” – nella tua infanzia?

Claudio Villa: Molto importante: quando ero piccolo mio padre, da grande appassionato, portava in casa molti fumetti: Tex Zagor, Batman, Superman… una collana che in Italia si chiamava “I Classici dell’Audacia” e conteneva le storie di Michel Vaillant, Ric Roland e tutto il meglio del fumetto europeo dell’epoca.
All’inizio ero attratto da Zagor e dal suo costume da “supereroe” e la storia che mi è rimasta nel cuore è “Il re delle aquile”, insieme a quella di “Moloch” ( disegnata da colui che sarebbe diventato il mio maestro: Franco Bignotti). Più tardi ho scoperto Tex e il suo mondo, insieme alle letture di supereroi americani ( un Batman ancora con il costume rosso e un Superman che si chiamava “Nembo Kid” senza la esse sul petto).

Come sei arrivato a fare il disegnatore di fumetti? Vocazione o caso?
Claudio Villa: Niente è un caso…
Guardando indietro trovo la “strada” con gli “incroci” incredibili che mi hanno portato qui. Di mio ci ho messo tanta voglia di “far bene” e rispondere alla responsabilità e al dono che mi è stato dato da Dio.

Quali influenze hai avuto?
Claudio Villa: Moltissime: Curt Swan (Superman), Neal Adams (Batman) Galep, Ferri, Ticci, Bignotti, Diso, Civitelli… continuo a “guardare le figure” come i bambini e rimango affascinato sempre da un “bel disegno”.
Oggi seguo il lavoro di Alex Ross e trovo nuovi stimoli.

Claudio al lavoro
Claudio al lavoro

Quali sono le tue fonti? Dedichi molto tempo per documentarti?
Claudio Villa: Sono molteplici: dai film ai fotoromanzi western, che uso per la documentazione degli ambienti. Per i cavalli ho “saccheggiato” edicole per cercare riviste adatte e mi sono fatto un archivio importante.
Porta via del tempo, certo, ma l’archivio e la conoscenza sono due cose importantissime per il mio lavoro.

Com’è stato il tuo incontro con Tex e cosa rappresenta lui per te?
Claudio Villa: Da lettore, intorno ai tredici/quattordici anni, sono rimasto affascinato dalla storia “Sulle piste del nord”, che rileggo volentieri ancora oggi come se fosse la prima volta. E’ lì che ho conosciuto il “vero” Tex: determinato, con valori solidi nel cuore, circondato da pards che darebbero la vita l’uno per l’altro e che non si fermano davanti a niente. Una compagnia di eroi.
Oggi Tex rappresenta il mito.

Cosa rappresenta per te essere il copertinista ufficiale di Tex, andando a sostituire vieppiù il suo creatore grafico Galleppini?
Claudio Villa: Un grande onore, ma anche una grande responsabilità.
Verso chi ha lavorato prima di me e verso i lettori che hanno il diritto di “riconoscere” il “loro” Tex in edicola…

Claudio con i colleghi
Claudio con i colleghi

Puoi illustrarci tutto il processo di creazione di una copertina di Tex? Quale criterio usi per sceglierne il soggetto? Chi sceglie il quadretto che servirà da copertina? C’è una qualche attenzione nella scelta di una scena importante o che rappresenti un momento clou della storia oppure si sceglie un quadro qualsiasi per non rivelare al lettore la fine della storia?
Claudio Villa: Tutto nasce in casa editrice dove Bonelli in persona esamina la storia in questione. Cerca una scena “da copertina” tra le vignette disegnate, elabora uno schizzo veloce che mi viene inviato via fax, insieme alle fotocopie delle pagine relative ( di solito due o tre).
Da qui comincio a lavorare io, impostando la scena “da copertina”.
In sintesi bisogna curare l’inquadratura, la luce e il movimento dei personaggi: la copertina deve raccontare senza rivelare, deve essere leggibile e immediata, deve interessare ed essere sufficientemente dinamica.
A volte manca una scena significativa e allora la si “costruisce” con gli elementi presi dalla storia.

Mediamente: quante prove fai per disegnare una copertina e quanto tempo impieghi per farne una?

Claudio Villa: Dipende dalla difficoltà della scena. A volte , per cercare il meglio, sono arrivato a sei, sette schizzi. E’ incredibile in quanti modi puoi raccontare, a parità di situazione, una scena. e ogni volta scoprire una “temperatura” diversa, solo spostando il punto di vista, la luce o la disposizione dei personaggi.

Se fosse necessario apportare qualche modifica dopo che l’hai terminata, come procede l’Editrice?
Claudio Villa: Mi avvisa e la da in esecuzione ai bravissimi grafici interni.

Sei il responsabile nella colorazione dei disegni o questo lavoro viene fatto da qualcun altro?
Claudio Villa: Io do una “indicazione” di colore: faccio una fotocopia in A4 del bianco e nero e la coloro con chine liquide “dipingendola” come la vorrei vedere stampata.
Poi è lo stampatore che deve “avvicinarsi” a quello che ho fatto con i suoi strumenti…

Fra tutte le innumerevoli copertine che hai già realizzato per Tex ce n’è stata qualcuna che ti ha dato maggior lavoro? Ti ricordi di qualche particolare, una situazione, un personaggio particolarmente difficile da disegnare in una copertina di Tex?
Claudio Villa: Tutte sono difficili, non foss’altro che per il numero di copertine che abbiamo alle spalle cui rischiano, sempre, di assomigliare.
Non ricordo particolari difficoltà, perchè il grado di difficoltà è sempre abbastanza elevato…

Com’è stata l’esperienza nella realizzazione delle copertine di Tex per la “Collezione Storica a Colori”, dato che è stata posta in pratica una tecnica del tutto diversa da quella utilizzata da te in quelle della serie inedita “posters” inclusa in “Tex Nuova Ristampa”?

Claudio Villa: Le copertine ricordano le primissime vignette eseguite da Galep negli anni cinquanta.
L’idea era proprio quella: rendere l’atmosfera del Galep di quegli anni, rispettando “l’occhio” del 2007. Non è stato facile, perchè dovevo trasformare il mio stile e il tormento di non riuscire ad “acchiappare” il “mood” di Galep era tanto…

Sai di essere uno dei migliori disegnatori di sempre della serie e che i lettori hanno sempre grandi aspettative davanti ai tuoi lavori?
Claudio Villa: Bontà loro… io so solo che ogni giorno mi aspetta un lavoro nuovo al mito di Tex.

Come procede la tua relazione ed il lavoro con gli sceneggiatori che scrivono storie texiane per te?
Claudio Villa: Lentamente…

Le sceneggiature che ricevi sono di solito molto o poco dettagliate rispetto al disegno da fare?
Claudio Villa: Dettagliate il giusto, per lasciar lavorare l’immagine.

Secondo te, qual’è stato il lavoro migliore per Tex? Ed il più difficile?

Claudio Villa: Spero il prossimo. Il più difficile? Mefisto.

Come riesci a fronteggiare l’assedio costante che i lettori ti fanno chiedendo più avventure di Tex?
Claudio Villa: Armando il cane della colt.

Vedremo presto un’avventura di Tex scritta per te?

Claudio Villa: Dubito…

Cosa puoi dirci della storia di Mauro Boselli che stai disegnando?

Claudio Villa: E’ bellissima.

Come procedi nella creazione? Fai una pagina completa e dopo passi all’altra? E quali materiali utilizzi?

Claudio Villa: Cerco di fare una pagina e finirla. I materiali sono i classici: matita, china , pennino e pennello…

In che modo Claudio Villa riesce a portare nuovi lettori verso Tex?
Claudio Villa: Non so se riesco, ma cerco di farlo curando la “vetrina” di Tex: la copertina.

In Brasile, “Tex Edição Histórica” ha sempre avuto le tue copertine, estratte dai tuoi poster in Tex Nuova Ristampa, ma oggigiorno la Mythos Editora li usa anche per le copertine delle serie “Grandes Clássicos do Tex”, “Tex Férias”, e “Tex Ouro”, a causa dei grandi complimenti dei lettori. Cosa senti sapendo che l’editrice brasiliana scommette parecchio in questi tuoi disegni?

Claudio Villa: Mi riempie di soddisfazione e mi preoccupa per la responsabilità…

Nel 2007 in Portogallo abbiamo avuto un’anteprima di quindici nuovi disegnatori di Tex. Come vedi l’entrata di così tanti elementi nello staff di Tex? Può darsi che questo sia l’inizio di un nuovo corso nella vita della serie?
Claudio Villa: E’ inevitabile che succeda. Spero che succeda sempre, vuol dire che Tex continua…

Secondo te, il fatto che Tex venga disegnato da vari autori (di stili ben diversi) è più vantaggioso o meno per la serie? E perché?

Claudio Villa: E’ senz’altro un vantaggio, ma Tex deve rimanere Tex.

Pensi che dovrebbe esserci un rinnovamento anche nei soggettisti?

Claudio Villa: E’ già in corso.

Quale sarà il futuro di Tex?
Claudio Villa: Finchè ci saranno lettori, lui sarà in edicola ad aspettarli.

E quello di Claudio Villa?

Claudio Villa: Finchè ci sarà Tex…

Nel campo dei fumetti, quelli della SBE sono sempre stati il tuo obiettivo o avresti preferito fare il cosiddetto “fumetto d’Autore” come Pratt, Battaglia, Toppi o Manara?
Claudio Villa: Mi piace disegnare e non trovo distinzione tra fumetto d’autore e non d’autore. La differenza che vedo è tra una storia ben fatta e una storia non ben fatta. Cerco di fare storie che siano ben fatte…

Raccontaci com’è stata la tua recente esperienza quando hai disegnato gli eroi della Marvel. Ripeterai questa esperienza in futuro?

Claudio Villa: E’ stato come fare un tuffo in un altro oceano.
Bello e piacevole, non troppo lungo e quando sono “tornato” ero più motivato con Tex, anche se non l’ho mai abbandonato…
Non so se ci sarà un’altra esperienza…

Quali fumetti leggi attualmente? T’identifichi in qualcuno in particolare?
Claudio Villa: Guardo le figure. E quelle che guardo più volentieri sono quelle di Alex Ross.

Oltre ai fumetti quale tipo di libri leggi? E quali sono le tue preferenze nel campo del cinema e della musica?

Claudio Villa: Ho letto e riletto il libro di Zanardi ( un pilota da corsa, campione CART nel ’97 e ’98) perchè sono appassionato di corse… mi piace un pò tutta la musica “tranquilla”, dalla classica ai cantautori italiani (Baglioni) e nei film non ho un autore o genere preferito. Mi è piaciuto molto Matrix.

Claudio, a nome dei Texiani portoghesi ti invio un caloroso ringraziamento per questa intervista che ci hai gentilmente concesso.

Claudio Villa: Saluto calorosamente i lettori portoghesi!

Fotografie di José Carlos Francisco e Omar “Stimeex”

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