I Grandi Comunicatori da Giotto a…

In passato, quando ancora non c’era Internet, e non c’era neanche la Tv, e nemmeno la Radio, e neppure il Telefonino, né il Telefonone, né l’elettricità, c’era la COMUNICAZIONE?

C’era c’era… Solo che non disponeva dei mezzi attuali. Tutto qui. Ma non per questo era più “povera” in assoluto rispetto a quella di oggi.

Giotto - La Pentecoste
Giotto - La Pentecoste

Quest’opera di Giotto, che rappresenta la Pentecoste, ha comunicato, e continua a comunicare da sette secoli, idee, emozioni, stati d’animo, sentimenti e dottrina  in modo straordinariamente più universale ed efficace di quanto chiunque possa immaginare neanche lontanamente di fare pur con i mezzi attuali.

Leonardo da Vinci - Annunciazione
Leonardo da Vinci - Annunciazione

E cosa si potrebbe dire ancora di questa Annunciazione di Leonardo da Vinci, che non sia stato ancora detto? Davvero poco. Posso solo aggiungere, in questo contesto, che se potessimo garantirci, con tutta la tecnologia di cui disponiamo oggi, anche solo di un millesimo, della capacità di “comunicare” che Leonardo ha dimostrato di possedere senza disporre degli strumenti che abbiamo in mano noi, potremmo ritenerci dei privilegiati dal destino.

Gustav Klimt - Giuditta
Gustav Klimt - Giuditta

Ed eccoci in un’epoca più vicino alla nostra, e di fronte a tutt’altro genere di emozioni. Siamo all’inizio del secolo scorso, nella Vienna della Secessione, il movimento culturale di un gruppo di artisti, di cui Klimt fu convinto promotore, che vollero staccarsi dall’accademia classica (da qui la “secessione“).

Con quest’opera straordinaria inizia l’arte moderna: un modo di “comunicare” che sconvolge i luoghi comuni buttando all’aria molte convenzioni e canoni che sembravano immutabili, veri dogmi dell’arte.
Inizia l’era della “comunicazione” libera, svincolata da luoghi comuni e dalla necessità di riproporre sempre idee e sentimenti già noti.
La “comunicazione” diventa più incisiva, provocatoria e libera da schemi precostituiti.

E’ proprio lui, Salvador Dalì in una delle sue famose pose. Comincia con lui il surrealismo, un movimento filosofico-artistico-politico che mette in discussione tante cose…
La “comunicazione“, che già allora cominciava a passare attraverso strumenti nuovi, sembrava essere sfuggita al mondo dell’arte, che sino ad allora ne fu il mezzo principale. Nuovi strumenti, nuove tecnologie si affacciavano all’orizzonte. E la “comunicazione” cominciava ad annunciarsi “globale“. C’era bisogno di scuotere, di svegliare le coscienze. Fu così che gli artisti si misero al lavoro.

Salvador Dali - Dutch Woman
Salvador Dali - Dutch Woman

Dissacrante e provocatorio, Dalì comincia a far tremare il mondo dell’arte e, di conseguenza, quello della “comunicazione” che nell’arte aveva sempre trovato il mezzo principale per prodursi. Utilizzando le tecniche più raffinate dei grandi maestri del passato, Dalì introduce contenuti inaspettati e sconvolge lo spettatore, al quale riesce a “comunicare” l’essenza di un pensiero, e di un modo di esprimere la realtà del pensiero  stesso, superando le barriere del reale.

Walt Disney
Walt Disney

Ha un fascino straordinario in questa foto sorridente, con il volto incorniciato dal suo “Borsalino”. Pochi nel 1900, e ancora oggi, possono vantare la sua popolarità: da vero re della “comunicazione“, Walt Disney s’inventa un suo proprio regno surreale, dove topi, paperi e cani danno vita ad un vero e proprio “mondo parallelo”, specchio magico della nostra società, riproponendone schemi e comportamenti, vizi e virtù, splendori e miserie, luci ed ombre. Walt Disney, creando una simpatia fra il mondo reale e quello surreale, riesce a compiere una vera e propria rivoluzione nella “comunicazione“. Il surrealismo passa, con Disney, dai salotti radical-chic dei primi del novecento alle case della gente comune, ed entra attraverso il “cavallo di Troia” dell’infanzia diventando un linguaggio potentissimo che amplifica e generalizza in modo stupefacente la “comunicazione” di contenuti talora così complessi che difficilmente avrebbero potuto raggiungere la mente dei bambini. Topolino conquista non solo la simpatia dei nipotini, ma spesso anche quella dei nonni, creando una splendida complicità nel divertissement grazie al quale le idee passano, come attraverso vasi comunicanti, da una generazione all’altra.

E’ fatta. Ormai il mondo vero non è più quello reale: sentimenti, passioni ed emozioni si accendono e si trasmettono nel mondo surreale, dal quale si attinge la saggezza antica che fu di Esopo e di Fedro. La “comunicazione” si è espressa con Disney nella nostra epoca -così come accadde, nella loro, con Giotto e con Leonardo– ai suoi massimi gradi.

Paperino, il Grande Comunicatore
Paperino, il Grande Comunicatore

Da allora in poi, chi vuol veramente “comunicare“, deve necessariamente fare i conti con questa realtà, che tutto sommato ci riporta alla più genuina delle tradizioni della “comunicazione vera “, quella dei grandi artisti del passato.

Se vogliamo, oggi, approfittare dei mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione, e se il nostro obiettivo è quello di “comunicare“, abbiamo un solo modo per raggiungerlo efficacemente: tradurre, oggi come nel più glorioso passato, il contenuto dei nostri pensieri in emozioni affidandone il passaggio all’arte, e non affidandoci esclusivamente alla tecnologia.

Perché è sempre l’arte che riesce a creare qualcosa, e a “comunicare in modo perfetto.

La tecnologia è solo l’insieme degli attrezzi del mestiere, e si sa, non basta un pennello e una tavolozza piena di colori per fare un bel quadro, così come non basta avere a disposizione la tastiera d’un pianoforte per far rivivere la magìa d’una sonata di Behetoven. Bisogna saperle usare, queste cose, se vogliamo che funzionino a dovere. E, possibilmente, bisogna usarle bene. Proprio come il computer ed internet: non basta averli nella loro forma più potente e più “upgradata” per riuscire ad ottenere da loro il risultato della “comunicazione”. Bisogna sapere cosa farci, e. soprattutto avere ben chiaro in testa dove si vuole arrivare.

Fra il possedere un pianoforte e il saperlo suonare c’è una bella differenza: è utile tenerlo bene a mente, soprattutto parlando di “COMUNICAZIONE” quando ci si riferisce ai “mezzi di comunicazione”che oggi la tecnologia mette a disposizione di tutti. Tutti abbiamo diritto alla “comunicazione”. Ma se è vero che oggi molti, se non addirittura tutti, sono in grado di comprenderla e di disporne dei benefici con una facilità estrema, è altrettanto vero che non tutti sono in grado di produrla in modo coerente, chiaro ed efficace.

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